GOLDEN ANGEL Principiante


  Età : 38 Registrato il : 21/03/08 Messaggi : 37 Località : Potenza
| Oggetto: IL CORSO E' FINITO, DEDICATO AL NOSTRO ULTIMO TANGO TRISTE Dom Mag 25, 2008 12:03 pm | |
| IL TANGO
"Mi consuma e mi fa sudare corrugare la fronte, desiderare di abbandonarlo per desiderarlo ancora come un amante
E' un pericolante pericoloso equilibrio un abbraccio al limite della caduta una caduta salvata per un soffio col cuore in gola
E' avere paura del passo tuttavia osar con impudenza è toccarsi
E' lucidare scarpe vecchie e piedi stanchi intrecci come di animali senza occhi
Occhi, ingannevoli sfere avanzare solo secondo il sentire e perdere la vista e le parole e perdersi
Inarrestabile tango un pò come il cuore inavvicinabile tango eppure così dentro un pò come il cuore un pò come chi desiderato molto desiderato molto desiderato molto desiderato..."
(tratto dal blog "Il mio tango triste") |
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GOLDEN ANGEL Principiante


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| Oggetto: Re: IL CORSO E' FINITO, DEDICATO AL NOSTRO ULTIMO TANGO TRISTE Mer Mag 28, 2008 10:15 am | |
| UN TANGO ARGENTINO
E' un tango argentino un violino tzigano nell'aria una carezza di memorie lontane
è musica che entra nel sangue gonfiando le labbra odore di tabacco tra i denti.
E' un uomo dagli occhi d'argento che porta un cappello sfiorando lieve la mia vita di neve
è un rosso damasco una danza selvaggia è energia che riempie le gambe.
E' uno scialle da zingara una musica che cresce impetuosa avvolge e conquista
è un tango argentino un coltello di sangue e passione è cuore e castigo gelosia che consuma vendetta
ed è nero negli occhi passione poi fuoco parole d'amore che sfiorano appena
e io mi muovo sicura le tue mani che mi cingono i fianchi all'ombra dell'ultima rosa.
(poesia di Tiziana Monari) |
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| Oggetto: Ahi che dolor.... Ven Lug 04, 2008 6:30 pm | |
| Ahi che dolor….
Suona la sveglia e, come sempre, la tentazione è quella di girarmi dall’altra parte. Ma appena provo a fare il più piccolo movimento un dolore lancinante alla spalla destra mi blocca. Ci risiamo, questo tango mi distrugge. E cerco di associare il dolore a una faccia… Perché ormai ogni dolore ha un nome, quello del tanguero che me lo provoca. C’è quello dall’opposizione decisa e il mio braccio destro lo riconosce a prima botta. E soprattutto se lo ricorda il giorno dopo!! C’è il mio ballerino preferito: è alto il doppio di me e per ballare con lui sforzo il mio lato sinistro (cercando di non appendermi, se no distruggo lui!). Ma la mia spalla si accolla allegramente questo piccolo inferno pur di fare più di una tanda con lui, prima o poi troverò la postura giusta per colmare questo gap in altezza. Proverò i tacchi 20 magari! E le mie povere ginocchia, messe a dura prova dai traspiè e da qualche varon con cui ballo “molleggiando” più del dovuto. E la schiena, dopo un’estenuante lezione di volei. E i miei piedi? Ne vogliamo parlare? Stamattina, appena fuori dalla doccia li guardavo e mi stupivo: nemmeno un graffio o un lividuzzo, nemmeno uno piccolo piccolo. Come ho fatto negli ultimi giorni a non piantarmi colpi di tacco ad ogni incrocio come faccio spesso e volentieri? E ad evitare pestoni e sacade assassine? Misteri del tango… Così come è un mistero il motivo per cui ogni sera, anche se sei così disastrata e hai addosso più acciacchi di uno che è finito sotto un tir, ti infili sotto la doccia, ti trucchi e ti imbelletti e parti sparata per la milonga! Misteri del tango… Un piccolo miracolo grazie al quale appena inizi a ballare ti scordi l’antifiammatorio che ti sta bucando le budella e le pomate che ti spalmi come un’ossessa in cerca di sollievo… ti scordi che fino a due minuti prima quel braccio non potevi usarlo nemmeno per grattarti la testa… ti scordi ogni dolore e ogni acciacco… e vai… È uno dei tanti misteri che il tango custodisce gelosamente… ci raccoglie piccoli straccetti e ci riporta a casa in piena forma… perché guarisce le nostre anime prima che i nostri corpi… (Tratto da “Il mio tango-di Stefania Giuffrè) |
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| Oggetto: Re: IL CORSO E' FINITO, DEDICATO AL NOSTRO ULTIMO TANGO TRISTE Lun Lug 07, 2008 6:10 pm | |
| Le parole che seguono sono di Anibal Troilo, uno dei più amati e popolari musicisti del tango.
"… il Tango non lo si può conoscere: lo si sente o non lo si sente, ma non riuscirei a dire ciò che è tango… Per me il Tango è il suono del mio cuore, della strada dove vivo, dello sguardo di chi ho incontrato ed essendo una musica popolare è fatta di emozioni e di sentimenti e questi non si possono mettere sulla carta. Ho letto che anche Stravinsky la vede così: lui che ha passato la vita a cercare di scrivere tutta la musica che sentiva dentro di sé fino ai più piccoli particolari, alla fine viene fuori a dire che "la musica è fatta di ciò che non si riesce a scrivere". Nel Tango questo lo sanno tutti visto che non è e non sarà mai una musica accademica, la sua essenza è nella vita quotidiana. E ha sempre parlato di cose forti in modo forte, senza vergogna, perché, vedi, il Tango viene da lontano, non parlo del secolo scorso, viene da molto più lontano. Nasce da quelle emozioni primitive che l'umanità, per quello che osservo e sento dire, non ha mai saputo né cancellare, né controllare: l'infelicità, la paura, la tristezza, il senso di mancanza, la nostalgia, la difficoltà di amare, il dolore, ma anche la rabbia, la violenza, il coraggio …" |
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